Taglio ed estasi: il tempo prezioso del parrucchiere

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Hairstylist

Per me tagliare i capelli di una donna, farle uno shampoo o un trattamento è estasi pura. Io non mi rendo conto del tempo che passa, non m’interessa quello che accade intorno a me”.

Queste sono le parole di un parrucchiere eccellente, mentre mi descrive quello che gli piace del suo lavoro.
E’ affascinante sentire dalla voce dell’artista quello che prova quando compie la sua opera.
Ed è facile perdersi dietro ai racconti dei parrucchieri che parlano di sé stessi davanti alle chiome.
Per non parlare dello stato di trance di alcuni quando tengono le forbici in mano.

I racconti sono così coinvolgenti che rischio di restare io stessa intrappolata in tanta bellezza.

Poi, purtroppo o per fortuna, la parte pratica che c’è in me prende il sopravvento.

Torno in fretta ad essere la vera antipatica che sono, e per farlo comincio a contare.
Perché, sai, nei numeri c’è sempre la verità.
I numeri non mentono.
Le persone raccontano le poesie, mentre i numeri raccontano i fatti.
E i fatti dicono che quel tempo di puro godimento nell’eseguire i lavori alla perfezione, è tempo sottratto al tuo futuro.
Tempo che è retribuito ma non è valorizzato.
Tempo che se non viene recuperato, è semplicemente tempo sprecato.
Un inaspettato rovescio della medaglia, vero?

So che quanto stai per leggere sarà come una doccia fredda per te.

Ma qualcuno ci deve pur essere al mondo che ti dice le cose come stanno.
Mi assumo io l’ingrato compito perché è importante che tu sappia a cosa vai incontro se non prendi sul serio il tempo per il taglio.

Intanto premetto una cosa: se nel tuo salone il taglio costa più di 100 € questo articolo non t’interessa.

Infatti il tuo taglio è già valorizzato come un lavoro artistico. Non si può più parlare di manodopera né di costo orario.
Hai già attribuito al tuo lavoro un valore che va oltre gli schemi del lavoro artigianale. Hai già un target di clienti disposto a pagare pur di avere uno stile firmato da te.

Se invece, come il parrucchiere che parlava con me in apertura dell’articolo, il tuo taglio costa meno di 100 €, l’orologio lo devi guardare, eccome!

Non sto per farti il solito discorso trito e ritrito sul costo orario della manodopera.

E nemmeno mi soffermo sul fatto che per imparare a tagliare come fai oggi hai dovuto spendere tempo e soldi in corsi di formazione.

Il mio discorso è più sottile ma altrettanto importante.
Lo scoprirai mentre ti spiego le tre regole che devi rispettare per proteggere la tua libertà oggi e in futuro.

Stai con me solo se sei una persona coraggiosa, perché quello che stai per leggere, forse non ti piacerà.

      1.Nel tuo salone ci deve essere uno standard riconoscibile e riconosciuto.

Tanto per chiarire: standard non significa scadente.
In questo caso, quando dico standard mi riferisco al fatto che il livello di qualità dei lavori che escono dalla porta del tuo salone deve essere percepito come sempre uguale, a prescindere da chi esegue il lavoro.
Anche perché, in realtà, è già così: la gente non parla quasi mai della singola persona che gli ha tagliato i capelli. La gente parla del salone, indipendentemente dal fatto che ci lavori una o più persone.
E’ il nome del salone quello che si muove là fuori, tra la gente che chiacchiera del più e del meno.
Se un salone con tanti operatori si identifica solo in una persona, cioè il suo titolare, questo  titolare avrà tanta fama ma anche un grande problema: il problema di essere prigioniero della gabbia dorata che ha costruito con le sue stesse mani.
Lavorare 12 ore al giorno può essere sostenibile nel breve periodo.
Ma pensa a te stesso fra 20 anni.  Ce la farai a star dietro ai clienti perché vogliono soltanto te?
E se ti ammali? Chi taglierà al posto tuo? I clienti si fidano dei tuoi collaboratori o vedono il taglio del collaboratore come un servizio di serie B?
Disgrazie a parte – altrimenti dici che oltre ad essere antipatica ti porto anche sfiga  🙂 -pensa sempre a te stesso quando vorrai concederti una vacanza senza preoccuparti degli incassi.
Come farai se la gente non vuole altro che te?
Se il tuo taglio ha il prezzo di un’opera d’arte e hai un flusso costante di clienti, allora il problema non si pone. Guadagni già abbastanza da poterti permettere vacanze spensierate.
Ma se il tuo taglio ha un prezzo compreso tra i 20€  e i 60€ come nella maggior parte dei saloni italiani, non puoi permetterti di andare in vacanza senza pensieri sapendo che il 99% dei tuoi clienti non acquisterà un taglio in tua assenza perché è soltanto te che vogliono.

Vuoi la gloria o vuoi la tranquillità?

Perché se scegli la gloria o aumenti il prezzo in modo sostanziale, oppure ti devi rassegnare ad essere schiavo del tuo stesso lavoro.

Se vuoi la tranquillità, invece, devi rinunciare al tuo podio in favore dei tuoi collaboratori.
Intendiamoci: i collaboratori li formi tu, lo stile glielo insegni tu, i trucchi del mestiere glieli trasmetti tu. Quindi l’impronta che regna nel salone sarà comunque la tua.
Ma farai in modo che agli occhi dei clienti non ci sia uno più bravo dell’altro.
In nessun caso.

            2. Tutti devono tagliare nello stesso tempo, sia il titolare che i dipendenti.

Questa è una ovvia regola pratica. Ancora, se lo stile deve essere lo stesso nello stesso salone, anche il tempo di esecuzione non deve variare da un addetto e l’altro.
Si stabilisce che il taglio dura 20 minuti (ad esempio) e non si sfora quel tempo.
Punto.
Nessuno si fa prendere dall’estasi di avere capelli tra le mani, titolare compreso.
Piuttosto, tutti si preoccupano del fatto che i clienti potrebbero vedere in modo negativo il fatto che qualche taglio viene eseguito in 10 minuti e qualcun altro in 50 minuti.
Quel cliente a cui hai dedicato solo 10 minuti si può sentire trascurato, trattato in modo non adeguato, trattato in modo meno premuroso.
Se credi che questa sia soltanto una paranoia, ti sbagli.
Le persone hanno un rapporto molto particolare con il proprio parrucchiere e notano le piccolezze più impensabili.
E non solo. C’è anche un motivo organizzativo molto importante nello stabilire un tempo medio per l’esecuzione del taglio.
Il motivo è che chiunque prenda gli appuntamenti, rischia di impazzire letteralmente se non ha dei tempi di riferimento per ogni servizio.
Tutto il lavoro può diventare un vero e proprio incubo.
I tempi di attesa si dilatano e si rischia anche di non rispettare gli appuntamenti.

Attenzione: non ti sto dicendo che il tuo taglio deve durare 20 minuti. Comprendo benissimo che ogni stile ha i suoi tempi per l’esecuzione.
Che siano 20 o 50 minuti, non è rilevante per questo ragionamento.
Ti sto solo dicendo che ci deve essere una regola che riguarda il tempo e che tutti devono seguirla, titolare compreso.
Anzi, titolare prima di tutti.

      3.Tutti i collaboratori devono essere retribuiti nella stessa misura agli occhi del cliente.

Questa ultima considerazione è scontata dopo tutto quello che hai appena letto. Ma una parolina sul prezzo la devo dire lo stesso.
In salone non dovrebbero esserci prezzi diversi a seconda della persona che esegue il servizio.
La mia non è un’opinione, ma un ragionamento logico rigoroso: se vuoi che il livello del servizio taglio sia percepito in modo uniforme da parte del cliente, il prezzo deve essere uniforme per tutti gli operatori.
Infatti, a prezzo diverso corrisponde percezione di qualità diversa.
Questa sarà anche psicologia spicciola, ma corrisponde alla realtà.
Si presuppone, infatti,  che un servizio che costa di più sia di qualità migliore e di conseguenza un servizio che costa di meno sia di qualità inferiore.
Non sto dicendo che sia giusto o sbagliato, sto soltanto dicendo che è così che spesso funziona la testa delle persone. E visto che quelle persone sono i tuoi clienti, è importante capire come la pensano.
Quindi, avere prezzi diversi tra titolare e collaboratori all’interno del salone, può creare due tipi di problemi:
1) il cliente sceglie sempre te perché vuole solo il meglio
ed ecco che qui si ricade nella trappola dello schiavo costretto a lavorare perché lo decide il cliente. Questo è segno che sei davvero bravo, ma purtroppo significa anche che non puoi permetterti di non lavorare.

2)il cliente sceglie i tuoi collaboratori per risparmiare.
Quando si verifica questo fenomeno, il problema è molto più grave di quanto possa sembrare e non è circoscritto al servizio taglio.
Il problema qui è di proporzioni enormi: in pratica attiri in salone persone che vogliono risparmiare. Il ricercatore del risparmio, si sa,  non è il cliente ideale per nessun tipo di attività e il salone non fa eccezione.
No, non pensare nemmeno per un secondo che si ricerca il risparmio perché c’è la crisi.
Non è per questo motivo che le persone preferiscono risparmiare. E’ che non percepiscono la differenza di qualità tra il tuo taglio e quello dei tuoi collaboratori.
C’è da dire che ambiare rotta per te è più potrebbe essere più facile rispetto al primo caso.
Ma al posto tuo, se avessi questo secondo problema, mi farei un bell’esame di coscienza e revisionerei tutta la comunicazione del mio salone prima che sia troppo tardi.
Mi sembra una di quelle situazioni già sentite (purtroppo) mille volte, in cui il dipendente lascia il “nido”e gli fa concorrenza, con un discreto successo.

Il salone deve essere una squadra.

Spesso lo è per tutti i servizi, ma non lo è per il taglio.
E questo è un attentato alla libertà del titolare.
E’ una prigione che ti costruisci da solo e per questo solo tu puoi cambiare questa realtà.

Ma torniamo all’estasi…

Torniamo al fatto che quando hai scelto di farei parrucchiere il taglio era uno dei tuoi obiettivi professionali più ambiti.
Il taglio perfetto.
L’opera d’arte.
La trasformazione.
Plasmare la materia capelli per ottenere qualcosa che prima non c’era e poi, magicamente c’è.

Non ci devi mica rinunciare!

Solo che non lo devi fare nella normale attività lavorativa.
Puoi prenderti tutto il tempo che vuoi per scolpire, modellare, ritoccare, rifinire.

Ma lo devi fare solo con modelli e modelle.

Oppure in occasioni particolari, come sfilate o eventi.

Puoi dedicarti al tuo piacere nel momento in cui lo fai per puro gusto, non quando devi pensare a riempire il cassetto per pagare fornitori, tasse e stipendi.
Solo se il tuo salone sarà autonomo senza la tua presenza,  sarai libero.
E allora sì che potrai dedicarti all’arte per il puro piacere dell’arte.

Ogni volta che rischi di perderti in un taglio, pensa che devi guardare l’orologio perché ne va del tuo futuro.
Il tuo relax,la tua famiglia, le tue vacanze di domani dipendono anche da questo.

Il marketing e’ roba da parrucchieri?

marketing parrucchieri
Questo marketing di cui si parla in continuazione è davvero utile a chi ha un salone?

Ho parlato di questo argomento in un altro articolo che puoi trovare QUI.

In questo video approfondisco il discorso perché è importante sapere quali strumenti ti servono per incassare di più ed avere clienti più soddisfatti.

Scopri subito nel video:

– i 4+1 tipi di marketing a disposizione per te
– come è cambiato il mercato dell’acconciatura
– come scegliere il percorso giusto per avere più clienti
– come avere più clienti senza svendere il tuo lavoro

Parrucchiere, fai anche tu questo grave errore quando i clienti si lamentano?

lamenta prezzo parrucchiere compForse ti sarà capitato ogni tanto, quel cliente che al momento di pagare si lamenta.
“Potresti anche farmi lo sconto”
“Siete cari”
“Quando arriva il momento di pagare qui è sempre un dramma”.
Ma come?
Uno studia, spende migliaia di euro per corsi di aggiornamento, sceglie i prodotti più efficaci a costo di pagarli il triplo rispetto alla media, investe nell’arredamento più bello e confortevole possibile e come ringraziamento il cliente ti chiede lo sconto?Di sicuro non fa piacere sentirsi dire certe parole. Le lamentele ti sembrano del tutto ingiustificate e ti verrebbe davvero voglia di rispondere in malo modo a quella persona così ingrata che non riconosce il vero valore della tua professionalità.
A questo proposito ho letto un consiglio da “guru” del marketing su come comportarsi con i clienti che fanno questo tipo di lamentele:
“Se un cliente si lamenta per il prezzo puoi mandarlo a quel paese”
 
Ma sarà davvero la strategia giusta?
Sarà vero che se hai tutti clienti affezionati che spendono volentieri nel tuo salone e solo qualcuno si lamenta puoi permetterti di mandare a quel paese a cuor leggero il cliente lamentoso?
 
Uhm…a me pare che qualcuno faccia confusione su questo tema.
 
Facciamo chiarezza.
 
La regola è: tu comunichi perfettamente il valore del tuo lavoro al tuo cliente target e in questo modo riduci al minimo il rischio di avere in salone clienti fuori target.
 
Ridurre al minimo non significa eliminare: infatti, a meno che tu non abbia aperto il salone in un bunker sottoterra in pieno deserto, è sempre possibile che ti capiti un cliente nuovo di passaggio, uno che è semplicemente attratto dalla tua vetrina, entra, aspetta il suo turno e compra.
 
Anche se non perfettamente in target, se ritorna da te c’è un motivo.
Se torna e si lamenta c’è un motivo.
 
Per il fatto che torna da te e spende, in qualche modo ti sta dicendo: mi piaci.
 
E tu lo mandi a quel paese perché si lamenta?
 
Intanto, il primo passo è capire di cosa si lamenta, esattamente.
Sei sicuro di avere tutte le carte in regola per non suscitare lamentele?
E soprattutto sei sicuro che quel cliente non ti stia facendo un favore lamentandosi? Forse ti sta segnalando che la tua comunicazione non è proprio perfetta.
 
Ma supponiamo che tu abbia tutte le carte in regola con la comunicazione.
Supponiamo che tu sia sicuro che quel cliente sia fuori target: sei sicuro che “mandarlo a quel paese” sia la strategia giusta?
 

Per me, mandare a quel paese non è MAI la strategia giusta con i clienti.

I clienti si ascoltano, si cerca di capire cosa vogliono esattamente e si cerca di accontentarli in modo tale da NON perderci.
Il prezzo non si discute, ma tra il mercanteggiare alla cassa e il mandare i clienti a quel paese c’è una distanza enorme.
 
Che tu abbia pochi clienti o molti, un atteggiamento di sudditanza nei confronti di un cliente è sbagliato quanto un atteggiamento di sfida o maleducazione.
 
Chi ha detto che “il cliente ha sempre ragione” sbaglia quanto chi dice che “se il cliente non ha ragione puoi mandarlo a quel paese”.
 

“Vai a quel paese” può essere liberatorio, ma non è una soluzione corretta.

Dare sempre comunque ragione al cliente è altrettanto scorretto. Il cliente non è il tuo padrone e tu non sei il suo umile servitore. Il cliente paga per un servizio, paga per vedere soddisfatte le aspettative che tu stesso hai creato.
Tu ti impegni a soddisfare queste aspettative. Nulla di più, nulla di meno.

 

La ragione non serve, serve evitare le incomprensioni.

Ai fini pratici sapere chi ha ragione tra te e il cliente non è importante.
Ciò che è importante è trovare la sintonia giusta tra ciò che comunichi del tuo salone e il messaggio che il cliente recepisce.
Se vi ritrovate entrambi sulla stessa lunghezza d’onda, le lamentele del cliente ti aiutano a migliorare la tua comunicazione e acquistano un valore positivo anziché un carico di energia negativa.
L’obiettivo è che tu incassi di più e abbia clienti soddisfatti: quindi sei tu la persona che deve creare questa sintonia.
Per farlo ci sono delle strategie testate e dei metodi di comunicazione scientificamente provati che puoi imparare soltanto al corso Specialista Salone.Queste strategie ti permetteranno di capire meglio i tuoi clienti, ridurre al minimo le lamentele, gestire al meglio i clienti “lamentosi” e trasformare ogni lamentela in una opportunità d’oro.
Senza mandare nessuno a quel paese, ché questo potrebbe essere molto dannoso per la tua reputazione.
Se vuoi imparare queste strategie non perdere tempo: clicca QUI  per scoprire tutti i dettagli del corso Specialista Salone.Oppure puoi, se preferisci, puoi continuare a seguire i consigli dei “guru”del marketing…a tuo rischio e pericolo.

Vendere prodotti in salone conviene o no?

parrucchiere prodotti Sulla rivendita dei prodotti il mondo dei parrucchieri è diviso in due. C’è chi afferma che la rivendita di prodotti non sia un buon affare, che il parrucchiere è un artigiano e per questo deve vendere servizi e non prodotti. Sul fronte opposto ci sono gli inflessibili della vendita di prodotti, quelli che ritengono la vendita di prodotti professionali fondamentale per la crescita dell’attività. Dove sta la verità? In questo video spiego perché sulla rivendita si sono creati due fronti opposti e cosa devi assolutamente sapere sulla rivendita per non perdere clienti, soldi e professionalità. Ti aspetto nei commenti, buona visione!

Colore a 1 Euro? No, grazie.

In questo articolo voglio urlare il mio dissenso verso la forsennata corsa a promozioni da suicidio per avere nuovi clienti in salone.

Ne vedo troppe in giro, mi sento in dovere di metterti in guardia sui rischi che corri aderendo ad alcune iniziative di cosiddetto “marketing” che non è assolutamente marketing.

E da dove arrivano queste iniziative? Da chi vende prodotti professionali.
Voglio credere che lo facciano a fin di bene, che non ci sia intento malevolo nel proporre certi strafalcioni per la promozione del salone.
A fin di bene o a fin di male, il problema è che queste iniziative possono danneggiare gravemente l’immagine e il cassetto del tuo salone.
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