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Esclusivo: John Santilli racconta i parrucchieri che hanno fatto la storia

parrucchieri
Foto di Gino Bianchini (Gibian)

Una giornata piovosa di fine dicembre, una trattoria di Trastevere, un uomo che ha fatto la storia della coiffure, non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
L’intervista che stai per leggere nasce così, da un incontro con Mr John Santilli che mi ha raccontato la sua affascinante storia.
Prima di lasciare la parola a John e alla miniera d’oro dei suoi preziosi insegnamenti, voglio ringraziarlo pubblicamente per il tempo che mi ha dedicato.
Non capita tutti i giorni di parlare con una leggenda e sono onorata del privilegio che mi è stato concesso.
Una persona tanto grande quanto semplice, che nonostante abbia insegnato la sua arte ai più famosi parrucchieri del mondo, non ha mai un atteggiamento altezzoso.
La sua storia è stata di grande ispirazione per me e lo sarà di sicuro anche per te, se saprai coglierne tutte le sfumature.

 

Come è iniziata la tua carriera?

Sono nato in Hammersmith, centro di Londra e un giorno il mio papà mi suggerì di diventare parrucchiere.

Grazie al suo suggerimento andammo all’ufficio di collocamento e mi mandarono in circa  quindici negozi di parrucchieri. Avevo 16 anni e papà mi aiutò accompagnandomi in questi posti. Io entravo e parlavo con loro.
In tanti di questi negozi mi colpì il forte profumo;  il capo di solito era un uomo e molte donne lo assistevano.

Poi arrivammo in un negozio diverso da tutti gli altri.

Vidi che era pieno di gente, ma strapieno!

C’erano tanti uomini che lavoravano lì dentro: una decina di parrucchieri con i loro assistenti, di cui  3-4 che facevano colori (solo colori) e 3-4 che facevano la permanente.

Pensai subito che questo negozio era molto interessante e che mi sarebbe piaciuto lavorarci.

Poi ad un certo punto della nostra visita notai una cosa che mi fece prendere la decisione definitiva: …

Storia di una parrucchiera che mira alle stelle

parrucchiera
La conosco da meno di un anno e il nostro primo incontro non fu certo rose e fiori.

Più che un incontro quello fu uno scontro.

Mi ricordo perfettamente il suo sguardo duro, nonostante la gentilezza affettata. D’altronde non era stata lei a chiedere il mio aiuto, bensì il suo socio e marito Alessandro.

Laura Ballarin aveva voluto assecondare una delle idee di suo marito, per questo mi trovavo nel suo salone di Novate Milanese per una consulenza. Me lo disse senza peli sulla lingua:

“Michela, tu sei l’ennesima scoperta di Alessandro. Vedrai che presto per te saremo solo un ricordo”.
Le dissi che non mi aspettavo simpatia o amore eterno, ma che senza la sua collaborazione il nostro lavoro non sarebbe potuto neanche cominciare.
Mi guardò negli occhi e mi disse: io ci metterò comunque tutto l’impegno. Amo i miei saloni e se Alessandro dice che rivolgersi a te farà capire alla gente chi siamo davvero, allora io ci provo seriamente”.

Pensai che lavorare in queste condizioni non sarebbe stato proprio il  massimo della gioia. Dubitavo fortemente che, con questo stato d’animo, Laura avrebbe fatto tutto quello che richiede l’applicazione del mio sistema Specialista Salone.

Tuttavia avevo già dato la mia parola e non volevo tornare indietro.

Accettai la sfida incrociando le dita.

Il resto della storia da novembre ad oggi, te lo faccio raccontare dalla stessa protagonista, …

Scoperta sensazionale: è nata la linea di prodotti che risolverà i problemi dei saloni

sensazionale Questa è la storia di un parrucchiere che aveva grossi problemi e li ha risolti grazie ad una scoperta incredibile.

Prima di dirti di che si tratta, è bene che tu sappia di che problemi parlo. Magari è anche il tuo caso e questa storia potrebbe esserti utile.

Chissà, forse risolverà anche i tuoi problemi!

Gianni, così si chiama il protagonista della storia, ha un salone da vent’anni, cinque dipendenti e da tre anni ha due problemi che si aggravano sempre più: uno è la sempre minore frequenza dei suoi clienti storici e l’altro è la scarsità di clienti nuovi.

Come potrai immaginare, in questa situazione la sofferenza economica si fa pesante.
Pagare i fornitori, pagare i dipendenti diventa un enorme mal di testa. Pagarsi lo stipendio è diventato impossibile da diversi mesi.

Sembra una situazione senza via di uscita. …

Storia breve di un artista parrucchiere

parrucchiere-artistaC’era una volta un parrucchiere molto preparato e competente che chiameremo Giorgio,  che aveva un piccolo salone con tre dipendenti: Anna, Luisa e Mario.

Sia ben chiaro, usava solo prodotti fantastici.
Ogni mese dal suo conto corrente uscivano 3500€ al mese di RI.BA. per questi fantastici prodotti. E però erano soldi ben spesi! Perché senza quei prodotti il salone non avrebbe avuto tutti quei clienti.
Senza contare la formazione. Quell’azienda sì che sapeva motivare la squadra!

Questo parrucchiere eccellente sentiva di non avere concorrenti. Chi poteva competere con la qualità del suo servizio? Nessuno.
Problema inesistente per un artista!

Le cose andavano benino: non che Giorgio si arricchisse con il suo salone. Ma riusciva a pagare tutto e tutti, compreso il suo stipendio.

Marketing? Adesso bestemmiamo? Il passaparola è più che sufficiente.

L’arte non si vende, si compra

Cit. Giorgio l’artista.

Poi un bel giorno …

Taglio ed estasi: il tempo prezioso del parrucchiere

Hairstylist

Per me tagliare i capelli di una donna, farle uno shampoo o un trattamento è estasi pura. Io non mi rendo conto del tempo che passa, non m’interessa quello che accade intorno a me”.

Queste sono le parole di un parrucchiere eccellente, mentre mi descrive quello che gli piace del suo lavoro.
E’ affascinante sentire dalla voce dell’artista quello che prova quando compie la sua opera.
Ed è facile perdersi dietro ai racconti dei parrucchieri che parlano di sé stessi davanti alle chiome.
Per non parlare dello stato di trance di alcuni quando tengono le forbici in mano.

I racconti sono così coinvolgenti che rischio di restare io stessa intrappolata in tanta bellezza.

Poi, purtroppo o per fortuna, la parte pratica che c’è in me prende il sopravvento.

Torno in fretta ad essere la vera antipatica che sono, e per farlo comincio a contare.
Perché, sai, nei numeri c’è sempre la verità.
I numeri non mentono.
Le persone raccontano le poesie, mentre i numeri raccontano i fatti.
E i fatti dicono che quel tempo di puro godimento nell’eseguire i lavori alla perfezione, è tempo sottratto al tuo futuro.
Tempo che è retribuito ma non è valorizzato.
Tempo che se non viene recuperato, è semplicemente tempo sprecato.
Un inaspettato rovescio della medaglia, vero?

So che quanto stai per leggere sarà come una doccia fredda per te.

Ma qualcuno ci deve pur essere al mondo che ti dice le cose come stanno.
Mi assumo io l’ingrato compito …

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