Storia di un imprenditore nel settore parrucchieri

parrucchiere
Pensavo di parlare con un parrucchiere, in quella conversazione telefonica dell’estate 2016.

“Mi hanno detto che in Italia sei tu la massima esperta di branding per saloni di parrucchieri. Mi hanno fatto il tuo nome insieme a quello di alcuni famosi guru, dei veri e propri fenomeni. Ma tu ti senti un fenomeno?”

Era serio, non c’era dubbio che si aspettasse una mia risposta, che seguì secca:

“Mi fa piacere che il mio nome stia accanto a nomi così blasonati. Mi spiace deluderti, ma non mi sento né guru né fenomeno, sono solo la persona che per prima in Italia si è specializzata in marketing per parrucchieri. Concentro tutta la mia attività in questo e non in altri settori”.

Questa fu la prima, indimenticabile telefonata con Alessandro Giancristofaro, titolare insieme a Laura Ballarin dei saloni We Trend.
Indimenticabile perché era stato esilarante il fatto che mi avesse sputato in faccia un dubbio che molti hanno e non osano confessare: il dubbio che io sia una che predica dall’alto di un imprecisato piedistallo senza sapere cosa significhi affrontare i veri problemi quotidiani del salone.
A quella prima strana telefonata ne seguirono altre e una collaborazione che dura da quasi un anno.

Dunque riprendiamo il filo del discorso iniziato nell’articolo “Storia di una parrucchiera che mira alle stelle”. La parrucchiera in questione è Laura, la moglie e socia di Alessandro. Per leggere la sua intervista clicca QUI

Ma ora passiamo all’intervista di Alessandro. Leggi solo se non sei un parrucchiere permaloso, perché questo Signore non ha peli sulla lingua quando si tratta di dire ciò che pensa.

 

Michela: Alessandro, mi racconti come sei diventato imprenditore nel settore parrucchieri?

Alessandro: Molti anni fa, mentre ero ancora agente di commercio nel settore arredo bagno, mi capitò di conoscere un ragazzo che aveva dieci saloni di proprietà pur non essendo parrucchiere. Quell’incontro fece accendere in me un pensiero, come una piccola scintilla: per avere un salone non è necessario essere parrucchiere così come per avere un panificio non c’è bisogno di essere panettiere.
Oltre che fidanzati, io e Laura all’epoca eravamo già soci. Ma ero soltanto socio di capitale, non mi curavo del salone che era una cosa sua.

Tuttavia dopo quella scintilla, cominciai a riflettere sul fatto che il salone di Novate Milanese, all’epoca era un’attività produttiva solo grazie alla bravura di Laura e dei suoi collaboratori; però mancava quasi totalmente di organizzazione commerciale e amministrativa. C’era in quel salone un potenziale inespresso che poteva essere portato alla luce.
Nel frattempo gli anni passavano; io e Laura nel 2008 ci sposammo e nel 2010 decidemmo insieme di aprire un secondo salone a Bollate.
Fu proprio con l’apertura del salone di Bollate che presi la mia decisione: avrei lavorato a tempo pieno insieme a Laura, per fare in modo che i nostri saloni avessero tutto ciò che era necessario per farli andare al massimo.

La mattina in cui mi presentai nell’azienda per la quale lavoravo e riconsegnai carta di credito aziendale, BMW 330, telefono e Telepass, i miei colleghi mi chiesero: “dove andrai a lavorare domani?”
La mia risposta “vado a fare l’imprenditore nel settore coiffure”, fu seguita dalle risate generali.

Da quel momento mi sono dedicato a tempo pieno ai saloni, in particolare al controllo di tutti i numeri: acquisti, vendite, gestione di entrate e uscite, marketing.

 

Michela: Come sei arrivato a Specialista Salone?

Alessandro: Dal 2010 al 2015 i nostri saloni sono diventati tre, con l’apertura del terzo salone a Milano.
Cercavo qualcuno che mi aiutasse a far crescere i saloni in una situazione di concorrenza aumentata. Inoltre, numeri alla mano, stavamo spendendo decisamente troppi soldi in pubblicità e marketing per ottenere, di contro, scarsi risultati.
Vedevamo tutto nero, avevamo il morale sotto i tacchi perché nonostante gli investimenti non riuscivamo a raggiungere i nostri obiettivi.
Dovevamo assolutamente passare all’azione e leggendo il tuo blog mi sembrava che tu capissi il mio stato d’animo. Parlavi di problemi reali che noi vivevamo tutti i giorni, come lo stress per i pagamenti e la mancanza di tempo per vivere oltre il lavoro.

Michela: Ci siamo sentiti per la prima volta nell’estate del 2016; ricordo perfettamente il tuo oscillare tra i tuoi “mi fido di te” e i tuoi “ma io credo che…” Quale era il tuo dubbio più grande nei miei confronti?

Alessandro: Sai, quando si parla di marketing tutti sono guru. Tutti dicono di avere soluzioni infallibili e non potevo avere la certezza che fossi diversa dagli altri.

Michela: Questa storia del guru allora è di famiglia! Anche Laura la pensava così, poi tu la hai convinta ad iniziare il percorso formativo insieme.  Come hai superato quel dubbio iniziale, tanto da convincere anche lei?

Alessandro: Ci sono state due considerazioni che mi hanno spinto ad affidarmi a te: la prima è che non sei legata a nessuna azienda di prodotti, quindi questo escludeva che tu tentassi di venderci prodotti piuttosto che l’aiuto che ci serviva.
La seconda considerazione è che sei specializzata nel settore parrucchieri e non altro. È vero che non è necessario essere parrucchieri per avere un salone, ma bisogna conoscere profondamente il salone, i parrucchieri e i clienti target per fare un eccellente lavoro di comunicazione.

 

Michela: Avete incontrato delle difficoltà nell’applicazione del sistema?

Alessandro: Dividerei la nostra collaborazione in due periodi: i primi sei mesi e “il dopo”.

I primi mesi sono stati molto duri. Non si vedeva la luce e tutti mi davano contro. Anche se lo scontrino medio era aumentato subito del 30% non sembrava abbastanza.

Il listino tutto compreso poi ci spaventava. Abbiamo fatto uno sforzo non indifferente per stravolgere il nostro vecchio listino e mantenere la calma.

Dopo i primi sei mesi, tutto ha cominciato ad avere un senso perché i risultati si sono manifestati molto più nettamente.
Le clienti ci seguono su Facebook e sempre tramite Facebook acquisiamo circa 20 clienti nuove al mese per ciascun salone. Sono meno rispetto al numero di clienti nuove che arrivavano dalle campagne di sconti fatte in passato, ma sono persone che condividono e apprezzano la nostra filosofia di lavoro e che spendono di più e più volentieri.

Per capirci, le campagne di sconti del passato ci portavano anche il doppio delle clienti, ma venivano una volta e poi non le rivedevamo più; solo il 20% delle nuove restava nostra cliente.
Ma non è solo questione di Facebook: nonostante le migliaia di euro spese in marketing e pubblicità negli ultimi dieci anni, alcune nuove clienti ci dicono che solo adesso si sono accorte della nostra esistenza. Adesso siamo più visibili su tutti i livelli: anche le nostre vetrine parlano di noi e la gente ci nota molto di più.

Michela: Cosa è cambiato nei vostri saloni da quando applicate il sistema Specialista Salone?

Alessandro: Il sistema ci ha dato delle regole precise da seguire e ci ha permesso di avere tutto sotto controllo, compresa la nostra leadership con i collaboratori.
Siamo diventati dei leader migliori, perché noi stessi abbiamo più chiari i nostri obiettivi e riusciamo a coinvolgere i nostri collaboratori nella loro realizzazione. Abbiamo capito che leader significa che quando dici di fare una cosa quella cosa viene eseguita. Se il collaboratore fa di testa sua e ci passi sopra, perdi la tua leadership. Noi oggi non sorvoliamo più e le mele marce si auto-eliminano.
Non solo abbiamo fatto ordine tra gli obiettivi, ma abbiamo anche a disposizione tutti gli strumenti per raggiungerli.
Abbiamo lavorato tanto e lavoriamo ogni giorno affinché il sistema diventi metodo condiviso di lavoro per tutti in salone.

Noi titolari, per primi diamo l’esempio. Inutile pretendere che i tuoi dipendenti si comportino in un modo, se poi tu stesso fai come ti pare e non rispetti le regole.

Sai, dare l’esempio funziona.

Anche perché Michela non può stare con il fucile puntato a dirti ogni giorno cosa devi fare: sta alla tenacia, al coraggio e alla costanza degli imprenditori fare le scelte e portare a termine i compiti prefissati.

Michela: Ritieni che l’investimento nel corso Specialista Salone e nel programma Facebook Ads semplice sia stato profittevole?

 Alessandro: Assolutamente sì.

Soprattutto per il fatto che questo modo di lavorare ti fa distinguere: le clienti si accorgono che siamo diversi, ce lo dicono e ce lo dimostrano tornando e ritornando nei nostri saloni.

Siamo grati di aver finalmente trovato la strada per raggiungere le nostre clienti target: donne che amano esprimere il proprio stile senza costrizioni e che investono nella propria immagine. Donne che in salone cercano un ambiente elegante, rilassante, informale e lussuoso allo stesso tempo. 

Molte clienti ci rinnovano la loro fiducia tornando da noi a farsi i capelli.

Altre non solo ritornano, ma ci fanno i complimenti anche per cose a cui noi non avremmo mai fatto caso. Ad esempio l’altro giorno una cliente ha fatto i complimenti a Laura perché prima del taglio ha sterilizzato le forbici davanti a lei.  Ovviamente anche prima di conoscerti sterilizzavamo gli strumenti di lavoro, ma… non si vedeva e nessuno se ne accorgeva.
Sembrano stupidaggini, invece abbiamo imparato a dare peso ad ogni dettaglio che possa far sentire le nostre clienti a proprio agio.
Il corso Specialista Salone è un investimento a medio-lungo termine: sapere attirare clienti che vogliono spendere è un’arte che bisogna imparare subito, perché per come sta andando l’economia in Italia, di clienti che spendono ce ne saranno sempre di meno.

 

 

Michela: Consiglieresti questo corso ad altri titolari di saloni?

Alessandro: Non lo consiglierei.
Consigliare significa dare un suggerimento che poi si può seguire o meno.
Perciò non lo consiglierei: lo renderei obbligatorio.
Farei due domande al parrucchiere: ci tieni a portare avanti il tuo salone? Ci tieni alle famiglie di cui hai la responsabilità?
Se non cambi mentalità, se non adegui il tuo negozio a ciò che richiede oggi il mercato, il tuo salone è finito. Meglio venderlo subito e diventare dipendente di qualcun altro.

 

 

Michela: C’è qualcosa che vorresti dire ai parrucchieri titolari di salone?


Alessandro: Durante quest’anno ho imparato che le persone non hanno voglia di cambiare. Ma non cambiare significa ottenere sempre gli stessi risultati.
Se questo settore si vuole risollevare è inutile lamentarsi di tasse, crisi, etc.

Il sistema per ripartire c’è: fai cose diverse e otterrai risultati diversi. 


Ognuno dovrebbe assumersi la responsabilità delle proprie azioni, invece di dare la colpa allo Stato, alla crisi e ai collaboratori.

Io vorrei che We Trend fosse un esempio del cambiamento per il mio settore.
Vorrei che il parrucchiere fosse percepito come un professionista del capello, non come spesso accade, come un ignorante che lavora per ripiego.
Vorrei che il parrucchiere riuscisse a dimostrare il valore di ciò che fa, non come il macellaio che vende il suo prodotto un tanto al chilo (con tutto il rispetto per i macellai).


Se la categoria continua sulla strada di affidarsi ciecamente alle aziende, la categoria muore.
Alle aziende non interessa il futuro dei parrucchieri.
Michela su questo ci ha fatto aprire gli occhi. Tranne alcuni rari casi, le aziende vogliono tenerti ignorante (non parlano mai di INCI) e riempirti il magazzino. Questo è ciò che ancora i parrucchieri non hanno capito: che le aziende li usano per arrivare al cliente finale.

Parrucchiere, devi essere padrone a casa tua! Ti devi far pagare per sponsorizzare un’altra azienda, non devi lavorare gratis per le aziende degli altri.
Ricerca e sviluppo in salone sono la chiave per avere sempre prodotti all’avanguardia coerenti con la mission del tuo salone.
Quello che usi per sponsorizzare i prodotti di altri, lo dovresti investire in ricerca e sviluppo e per promuovere il tuo salone.
Forse sono stato troppo duro, ma il fatto è che le persone tendono a cambiare quando le cose stanno precipitando. Invece bisogna arrivarci prima, bisogna essere lungimiranti e non cambiare quando è troppo tardi. Spero che le mie parole, anche se antipatiche, possano essere d’aiuto a qualche parrucchiere all’ascolto.

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Ringrazio Alessandro per il tempo che ci ha dedicato e per i suoi preziosi consigli.

Io sono molto più antipatica di lui 🙂 e condivido il suo pensiero, tranne una parte:
quella in cui dice che il mio corso dovrebbe essere obbligatorio: Il corso Specialista Salone è soltanto per parrucchieri che si sentono imprenditori e che sono pronti a mettersi in gioco per fare la differenza. Mi piacerebbe salvare tutti i parrucchieri, ma non dipende tutto da me.

La storia di Laura e Alessandro parla chiaro: bisogna essere pronti a cambiare per avere successo ed essere perseveranti nel costruire il proprio sogno.

E tu sei pronto a cambiare adesso il destino del tuo salone? Iscriviti al corso cliccando QUI

3 commenti su “Storia di un imprenditore nel settore parrucchieri”

  1. maurizio contaldi

    sante parole trovo tutto giusto quello che ha detto il nostro collega grazie x averci delucidato ancora sul nostro lavoro perche ci vuole ancora tanto x migliorarlo io in prima persona grazie e buona giornata

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